Mariano – Villanova 3 – 0
Mariano: Donda, Tomadin, Morsan (Michelag), N. Bortolus, M. Bortolus, Giglio, Dindo, J. Seculin (Brescia), L. Seculin (Visintin), Degano, Di Donna.
Villanova: Guariglia, Osgnach, Bosco (Santillo), Ancora, Magrino, Gargaloni, Suerz (Milocco), Mattiazzi, Gambino, Narducci Di Matteo.
Che il Mariano dovesse vincere era risaputo. Col squadrone che si ritrova, dal fortissimo Dindo, ai Bortolus, i Seculin, Giglio, Donda, con riserve come Michelag, Visintin e Brescia, che ha in tribuna Giugliano e Pellizzer, sembrava scritto. Certo, parlo per invidia, come fanno queste ammazza campionati, a mettere insieme una quantità tale di campioni dal calibro di categorie superiori? È risaputo che i dilettanti giocano per la pastasciutta, forse qualche secondo piatto, in queste decisamente il sugo è cosa introvabile altrove. Ma ripongo da dove erano scaturiti i miei dubbi, intanto c’è chi veglia sul campionato.
Come abbia vinto è altra cosa, lo dicevano per tutto il primo tempo anche i numerosi tifosi di casa che il Mariano giocava male. Forse non del tutto consci che la partita si gioca in due, e spesso accadde che una squadra gioca male perché l’altra gioca bene. I biancoverdi scendono in campo concentrati, e non concedono nulla ai giocatori di mister Billia. Pressano a centrocampo, soprattutto con il migliore in campo, assieme all’opposto Dindo, Andrea Ancora, 41 anni di voglia e determinazione, con intensità e senso della squadra. Da imitare! Attenti in difesa, tant’è che l’ex di turno, annullato da Magrino, riesce a calciare solo le gambe del bravo Gargaloni, in un gesto di reazione che andava punito con l’espulsione. Non si discute il valore dei giocatori isontini, ma spesso il gioco è farraginoso, lento e macchinoso in difesa, che non disdegna liberare la palla con forza. Spesso si affida alla vena creativa di Dindo, o mediante altre individualità. La differenza la fa Nicola Dindo, per la cronaca di Villanova. Ma a lasciare note sul taccuino è la squadra di Masiero. Al 4’ Di Matteo impegna Donda, al 20’ Narducci libera Ancora che non finalizza in ottima posizione, al 24’ Gambino lanciato da un compagno sbaglia davanti al portiere. Azione casuale con Dindo che entra di forza nella difesa e segna complice un errore di Guariglia. Qui la squadra biancoverde, come nelle altre occasioni, piega le ginocchia. Pecca di carattere.
La volontà c’è, come l’impegno che vede tre giocatori sostituiti stremati e con i crampi, altri due chiedere l’impossibile sostituzione. È onorevole lasciare il campo dopo aver dato tutto, dopo aver raccolto dai polmoni l’ultimo respiro, dopo che l’ultima delle gocce di sudore di un’infinita estate, finiva a impastarsi in bocca con l’amaro di una partita persa. Quella sconfitta che è decretata dal triplice fischio finale, come una conseguenza del fato, di un gesto, di momenti che durano secondi, non dal cuore, di quanto i ragazzi hanno dato.
Ripresa giocata con maggior sicurezza dal Mariano, senza però segnalare occasioni o particolare supremazia di gioco. Al quarto d’ora ancora lui, il bomber Dindo, che troppo libero raccoglie ed insacca con un pallonetto. Al 25’ Dindo in azione personale indirizzato verso la porta di Guariglia, viene dallo stesso messo giù. Rigore! Il quarto subito dai ragazzi del Presidente Cicigoi in altrettante partite. Dindo con sicurezza, rete.
Non era certo questa la partita da cui il Villanova doveva smuovere la classifica, anche se come sono andate le cose, ancora una volta il Villanova non è andato lontano da un risultato positivo. Certo che l’attacco non riesce ad addomesticare la palla tenendola su per far respirare la difesa, il centrocampo non ha ancora le forze ed i meccanismi per accompagnare l’azione, e la difesa (guidata bene dall’esperto Osgnach) si trova sotto continua pressione. Se ci mettiamo anche gli infortuni e assenze di Zonch, Suerz, Freni, ecc. abbiamo un quadro della situazione abbastanza realistico, ma che se tutto riesce a ricomporsi, e qui ci vuole spogliatoio, unità d’intenti, voglia e determinazione, il Villanova può ancora dire la sua. Rinforzi? Forse sì, ma dovremmo cambiare il condimento alla pasta?
Sabato 1 ottobre 2011
Renzo Furlano

Comments on: "Per quaranta minuti l’ultima era la prima!" (1)
Dai raga è ora di portare a casa 3 punti lottiamo assieme per vincere il derby …