Cussignacco – Villanova 0 – 1
Marcatori: 37’ s.t. Di Donna
Di Lena , Gargaloni (Carlini), Anastasia, Todone, Paravano, Freni (Bertoni), Narducci (Vitiello), Mattiazzi, Corgnali (Pitass), Piazza (Magrino), Di Donna. N.e.: Brandolin M., Ruolo
Voto alla squadra 5.5
Avevo premesso nella prima uscita, e non era una giustificazione preventiva visto il risultato non esaltante ottenuto a Udine, che la definizione di assoluto (rimandiamo la definizione ad un “fuorigioco” hegeliano in un angolo del Foglio) certamente non può essere usata nel calcio, piuttosto possiamo parlare di irripetibilità. Mi riferisco alle sei reti inflitte la prima domenica dal Sedegliano alla compagine udinese del Cussignacco, che ci dice della forza della prima, ma anche della capacità degli udinesi di segnare il gol della bandiera. Il Villanova invece non ha avuto questa “forza” sbagliando clamorosamente mezza dozzina di occasione, di contro il portiere Di Lena non è stato mai chiamato in causa. Pertanto che dire di una partita del genere, oltre a confermare quanto sopra, e per non concludere con un comune “tutte le partite hanno la loro storia”, tentiamo qualche analisi. In parte il risultato del Sedegliano può aver indotto i bianco verdi a credere che gli avversari fossero poca cosa, può essere, ma serve una palese dimostrazione che non c’è stata se non nella bellissima ma unica rete alla mezz’ora del secondo tempo. Altra cosa da dire che la squadra di Masiero, dopo la debacle interna, aveva l’obbligo di vincere, e si sa la pressione può avere la sua importanza. Un’altra riflessione. Guardando certe gesta, palesemente copiate da chi forse può farle in maniera compiuta - l’unica certezza è il loro vergognoso stipendio – si potrebbe dedurre che l’intelligenza nel calcio, oltre a perseguire il suo concetto totale di gioco di squadra, è la semplicità del gioco. La partita. Di fronte una squadra che ha lottato su ogni palla, ma che non ha mai impensierito la difesa ospite. Pare una squadra, quella udinese, composta di giocatori non giovanissimi e non del luogo, mentre l’attesa era quella di vedere la continuità della scorsa stagione, che vedeva molti giovani usciti dal proprio vivaio. Mi sorge spontanea la domanda: a cosa serve il settore giovanile? Rimaniamo a casa “nostra” a curare i propri “mali”. Difesa che non ha sofferto per demerito degli avanti avversari, ma che merita più di qualche riflessione. In attacco alla buona prestazione di Di Donna, si contrappone la mancanza di sincronismo con Narducci, troppo distanti l’uno dall’altro, e troppo impreciso il secondo. Il cuore della squadra si sa è il centrocampo, ed è da lì che devono partire palle ed idee. Alla buona prestazione del furetto Freni, sia in fase difensiva che offensiva, alla consolidata esperienza soprattutto come intenditore di capitan Todone, dobbiamo aspettarci di più da Corgnali, e soprattutto da Piazza, che hanno i mezzi per fare e far fare la differenza. Tra qualche negatività una nota positiva certamente è quella di una panchina non lunga, ma di qualità. Menzione speciale per Magrino che privo di esperienze calcistiche di qualsiasi genere, dimostra buoni mezzi e possibilità di miglioramento grazie ad una buona dose di voglia e umiltà. Già dal primo momento ci sono timidi tentativi di andare in rete di Piazza e Di Donna. Al 15’ l’opulente arbitro fermo a centrocampo per ovvia difficoltà di portare in giro un peso apparentemente non suo, decreta un fallo in attacco a Di Donna che di fatto è stato da lui subito. Continuerà con imperterrita staticità a fischiare, soprattutto a Narducci, fuorigioco inesistenti fermando gli avanti in posizione favorevole di goal. Mi chiedo se una dimostrazione sportiva, pur in una veste dilettantistica, non debba dare, soprattutto nei suoi attori più rappresentativi, un’immagine di integrità fisica e di canoni estetici, oltre che capacità, accettabili. Al 17’ Piazza impegna il portiere avversaria ad una deviazione in corner su tiro rasoterra. Alla mezz’ora bella azione di prima Freni – Di Donna – Freni – Corgnali, con tiro di quest’ultimo che impatta nella traversa. Al 37’ Di Donna serve bene Narducci che tutto solo spara addosso all’estremo difensore udinese. 39’ Freni in azione penetrante impegna il portiere in corner. 40’, scorribanda dal funambolo Corgnali che dal fondo serve Narducci il cui tiro viene miracolosamente deviato in angolo dal portiere, senza dubbio il migliore in campo. Ripresa che non vede il Villanova migliorare le proprie giocate, molta voglia ma ancora poche idee, anzi sono i giocatori di casa ad esprimersi in una buona quantità, seppur sterili giocate. 12’ ottima intuizione di Piazza su punizione che serve rasoterra in profondità (che siano benedetti i passaggi rasoterra!) Freni il cui tiro batte il portiere ma non supera i piedi di un difensore che salva sulla linea. 19’ ancora Corgnali che serve Narducci che impegna severamente il portiere che mette di poco sopra la traversa. 22’ Di Donna serve ottimamente Narducci che dal vertice dell’area piccola mira il secondo palo, ma il tiro si perde sul fondo. Al 37’ la magia di Di Donna. Goffo retropassaggio degli avversari da centrocampo, al limite arpiona la palla Di Donna che ottimamente stoppa la palla, uccella il portiere e deposita la palla in rete. Vantaggio meritato per una vittoria finale meritata, i tre punti ci sono ma la squadra ha faticato troppo per ottenerli, contro una squadra inferiore nei mezzi solo sulla carta. Campo, quello di Cussignacco, che non ci ha mai visto brillare. La prossima partita dovrà essere affrontata con maggiore determinazione e umiltà, solo il campo è il vero ed unico banco di prova delle, al momento presunte, capacità.
Le altre di 3a “C”
Sei squadre a punteggio pieno, e a destare una certa meraviglia è il Malisana che raddoppia vincendo a Lestizza la i tre punti iniziali contro il Medeuzza. Da sottolineare la vittoria del S. Gottardo sul Medeuzza, che con la quaterna ottenuta al Viani, porta a dieci le reti realizzate mentre rimane a zero la casella di quelle subite. Dalla regole del sei anche il Sedegliano si porta alle quattro reti segnate, a farne le spese il Ronchis ancora a zero punti, ma con tanta voglia di rifarsi. Mentre il Trivignano segna un calo nelle segnature, vincendo di misura a Farra, lo Zompicchia continua con la regola del due, battendo il Rangers a Udine che così rimane a quota zero. Bene il Morsano che vince contro l’Asso, il Cormor viene fermato in casa dal Pocenia al suo secondo pareggio nelle prime due partite. Alle sei prime corrispondono sei compagini ancora a zero punti. In mezzo, a fare da “cuscinetto”, quattro squadre, tra cui i bianco verdi desiderosi di rimpinguare subito il proprio bottino. Partita clou domenica quella tra Trivignano e Zompicchia. In una domenica che sulla carta vede favorite le squadre di casa, da seguire Malisana Cormor.





